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Discorso del 19 gennaio 2026

19 gennaio 2026 Compagni, Esprimo la mia gratitudine agli operai di Ryongsong, ai docenti e ai ricercatori del Politecnico Kim Chaek e dell’Università di Ingegneria Meccanica di Pyongyang, ai funzionari e ai manovali dell’Hamgyong Meridionale e ai responsabili dei relativi settori, che hanno raggiunto, alla vigilia del IX Congresso del PLC, questo successo dal grande significato nel rendere autoportante la nostra economia nazionale. Attraverso la prima fase della modernizzazione, il Complesso dei macchinari di Ryongsong, azienda madre dell’industria dei macchinari del Paese, ha elevato la propria capacità tecnica a una vetta considerevole. Ciò ci offre una possibilità di consolidare ulteriormente l’autosufficienza dell’economia nazionale, promuovere lo sviluppo dei settori economici nel loro insieme e svilupparne ancor più il potenziale. Oggi la trasformazione qualitativa dell’industria dei macchinari, base per lo sviluppo dell’economia e il progresso della tecnologia, si è posta com

Discorso pronunciato alla cerimonia inaugurale della prima fase del progetto di modernizzazione del Complesso dei macchinari di Ryongsong

19 gennaio 2026

Compagni,

Esprimo la mia gratitudine agli operai di Ryongsong, ai docenti e ai ricercatori del Politecnico Kim Chaek e dell’Università di Ingegneria Meccanica di Pyongyang, ai funzionari e ai manovali dell’Hamgyong Meridionale e ai responsabili dei relativi settori, che hanno raggiunto, alla vigilia del IX Congresso del PLC, questo successo dal grande significato nel rendere autoportante la nostra economia nazionale.

Attraverso la prima fase della modernizzazione, il Complesso dei macchinari di Ryongsong, azienda madre dell’industria dei macchinari del Paese, ha elevato la propria capacità tecnica a una vetta considerevole.

Ciò ci offre una possibilità di consolidare ulteriormente l’autosufficienza dell’economia nazionale, promuovere lo sviluppo dei settori economici nel loro insieme e svilupparne ancor più il potenziale.

Oggi la trasformazione qualitativa dell’industria dei macchinari, base per lo sviluppo dell’economia e il progresso della tecnologia, si è posta come un compito ancor più urgente. La notevole tendenza allo sviluppo e al cambiamento, che il Complesso dei macchinari di Ryongsong dalla lunghissima storia e tradizione, ha iniziato per la sua trasformazione tecnologica aspirando alla modernizzazione del settore della costruzione di macchinari, può essere ritenuta una falcata in avanti che infonde fiducia e coraggio in tutti noi, compresi i settori in questione.

Ciò che però io considero un successo maggiore è il fatto seguente.

Non si tratta semplicemente del fatto che un’impresa è stata modernizzata, ma che nel corso di ciò siamo diventati più consapevoli dell’approccio dei nostri funzionari alle decisioni del Partito e della loro attuale preparazione, e che abbiamo assestato un duro colpo al profondamente radicato senso d’irresponsabilità e auto-protezione che ostacolano il nostro avanzamento e il nostro sviluppo.

Questo ha confermato ciò su cui dovremo concentrarci e come apportare soluzioni per il nostro lavoro presente e futuro e, in quanto tale, è un successo più significativo di qualunque risultato economico.

La prima fase della trasformazione tecnologica del Complesso dei macchinari di Ryongsong è stato un progetto politico di punta per l’ottavo mandato del Comitato Centrale del Partito, il cui piano è stato deliberato e approvato alla sua IX sessione plenaria e al quale si è proceduto con la spesa di ingenti fondi.

Il nostro Partito ha riconosciuto la prioritaria trasformazione tecnologica del complesso come un anello chiave nell’intera catena dell’opera di immediata riabilitazione dell’industria dei macchinari, per il fattibile rafforzamento della sua infrastruttura e per il suo sviluppo di prospettiva, e l’ha concepita come una questione molto importante che avrà un grande impatto sull’economia nazionale nel suo insieme.

Di conseguenza, per diversi anni si sono effettuati studi e preparativi approfonditi ed è stata formata una squadra per comandarne il progetto coinvolgendo il Consiglio di Stato ed esperti autorevoli nei relativi settori.

Tuttavia, il progetto partì male.

Per tutta colpa degli irresponsabili, rozzi e incompetenti funzionari della direzione economica, la prima fase del progetto di modernizzazione del Complesso dei macchinari di Ryongsong ha incontrato difficoltà e ha generato perdite economiche non trascurabili, facendo esperienza di evitabili confusioni artificiali.

Contrariamente al vero intento della decisione del Partito di trasformare quest’impresa in un modello di modernizzazione nella nuova era, gli incarichi tecnici erano stati preparati senza uno studio dettagliato e il loro esame e la loro delibera da parte dello Stato non furono condotti appropriatamente, risultando nella formulazione di un piano assurdo per la modernizzazione dell’insieme delle linee produttive.

Peggio ancora, si distribuirono in modo irragionevole gli equipaggiamenti per la produzione durante il progetto a dispetto degli incarichi tecnici, documento legale che fu però negletto.

La conseguenza è stata che il progetto era completamente uscito dal tracciato originario.

Poiché esso, considerato parte importantissima della sua politica, veniva condotto superficialmente come una lavata d’occhi, il Comitato Centrale del Partito arruolò una squadra di esperti nell’industria degli armamenti e le fece effettuare un esame onnicomprensivo dello stato di cose.

Il risultato lo fece praticamente sentire male.

Non si riuscì a trovare un piano per l’istituzione di un sistema produttivo integrato essenziale alla modernizzazione delle linee, alcune di queste non poterono essere automatizzate e negli incarichi tecnici si ebbe a riscontrare un’abbondante sessantina di problemi da risolvere.

Già da questi pochi fatti possiamo facilmente dedurre che tipo di piano fosse quello supervisionato dai quadri preposti del Consiglio di Stato, che avevano perso l’orientamento.

Io penso che sia, questa, un’espressione concentrata dell’inveterato stile di lavoro del Consiglio di Stato e un esempio flagrante delle condizioni reali dei funzionari della direzione economica, infedeli ai loro stessi doveri e incompetenti.

Ciò che hanno fatto non è chiaramente un atto di chi applica le politiche del Partito.

I quadri dirigenti del Consiglio di Stato erano stati criticati per non essere riusciti a formulare un piano adeguato per il progetto, ma non ne hanno mai provato rimorso: vi è tra di loro un gruppo provvisorio specializzato nell’esame degli incarichi tecnici per progetti di modernizzazione a livello nazionale; cionondimeno, hanno commesso lo spregevole atto di slittare le proprie responsabilità, rimandando al settore dell’industria degli armamenti il piano di modernizzazione riformulato, dopo aver ricevuto le opinioni dei quadri dirigenti di quel settore, e chiedendone l’esame e l’approvazione.

In altre parole, si è trattato della tipica azione furbesca di lavarsene le mani a priori per cui, se qualcosa fosse andato storto durante il progetto, sarebbe risultato che l’avevano fatto secondo il piano approvato e pertanto non ne avrebbero avuto responsabilità.

Per colpa loro, il progetto ha attraversato il corso anormale di un periodo di lungo tempo prezioso che doveva essere il meno possibile, sprecando un gran quantitativo di lavoro e fondi, e ciò ha caricato di un fardello ancora più pesante il settore degli armamenti, che stava svolgendo compiti importanti.

Già da prima che il progetto di modernizzazione del Complesso dei macchinari di Ryongsong iniziasse avevamo sottolineato la necessità di adottare un approccio non miope, ma scientifico e di prospettiva, nell’elaborazione del suo piano, richiamando l’attenzione sul metodo irresponsabile e sciatto di lavoro, malizia inveterata tra i funzionari della direzione economica.

Abbiamo loro fatto vedere moderne fabbriche di armi e persino strutture produttive avanzate straniere per aiutarli a farsi un’idea chiara e un’ampia veduta circa la modernizzazione e adottato provvedimenti di Partito e di Stato, nonché dato un solido sostegno al progetto.

Ciononostante, l’allora Primo ministro del Consiglio di Stato e l’attuale vice primo ministro incaricato dell’industria dei macchinari hanno lavorato approssimativamente.

Parlando alla XIII sessione plenaria del Partito nel dicembre dell’anno scorso, il vice primo ministro esordì fingendo di autocriticarsi per l’errore del suo personale nei lavori del progetto, dopodiché chiese, pretestuosamente, l’istituzione di un sistema di delibera abbastanza buono da arruolare organismi sotto la sua autorità, che avrebbe potuto identificare lui se ne avesse avuto voglia e cosa che avrebbe dovuto fare. Si trattò ovviamente di un’osservazione in malafede, intesa a prendersi gioco del Comitato Centrale.

In quella sede lo criticai aspramente per il suo approccio poco serio verso il plenum del Partito e in seguito l’ho tenuto d’occhio.

Per la mia sorpresa, osservando come si comportò in seguito, lo trovai completamente ignaro delle sue responsabilità.

Cosa rimane a persone del genere, prive delle qualifiche e delle abilità che sono tenute a possedere e hanno dimenticato persino la propria coscienza e il senso di responsabilità più elementare?

Ci si può forse aspettare qualcos’altro da loro, praticamente dei buoni a nulla pur trovandosi attorno a noi e a coloro che difficilmente potrebbero non rintracciarsi anche quando non si trovano nei loro posti?

Simili funzionari non sono in grado di affrontare una missione tanto semplice e dal compimento privo di difficoltà qualora si voglia esercitare appropriatamente l’autorità affidata, dacché essa è ben lungi dal richiedere di affrontare un diluvio di proiettili o di iniziare da zero. Non c’è ragione per cui dovremmo lasciarli nell’importante ufficio della direzione dell’economia nazionale.

Questa è la conclusione che abbiamo raggiunto.

Alcuni sono scettici delle politiche del Partito, poiché si ritirano di fronte agli ostacoli che prevalgono; costoro non riescono a cambiare registro poiché sono impantanati nell’autoprotezione; faticano a tenersi al passo con noialtri, muovendosi talmente piano da ostacolare la nostra avanzata. Sono sicuro che sarebbe estremamente svantaggioso per noi tenerli nella loro posizione in nome del loro onore.

Il progetto di modernizzazione di questa singola impresa ha rivelato nettamente il sistema di lavoro del vecchio Consiglio di Stato e le qualifiche, le abilità e l’approccio dei quadri dirigenti.

Inoltre, poiché abbiamo già tracciato un bilancio, possiamo facilmente identificare la mancanza di responsabilità del fu Primo ministro e del suo Consiglio di Stato dai casi occorsi al Complesso chimico Gioventù di Namhung e al Complesso dei fertilizzanti di Hungnam.

Il vice primo ministro, incaricato dell’industria dei macchinari, è particolarmente inadatto per il suo ruolo.

Non pensiamo tuttavia che si sia contrapposto al Partito.

Egli è ineleggibile a cariche importanti, poiché come carattere e tipo è così di suo.

Parlando figurativamente in parole semplici, è stato come una capra messa a trainare un carro bestiame. Dovremmo vedere ciò come un errore incidentale nella nostra prassi di nomina del personale.

Potremmo mai aspettarci che una capra traini un carro bestiame?

Un problema serio esiste altresì con l’attuale sistema di nomina dei quadri.

Se ne verificano parecchi, al momento attuale, tra le loro file, giacché il sistema di vaglio delle qualifiche per la loro eleggibilità e ratificazione non viene applicato correttamente e vengono anzi raccomandati da una semplice lettura dei loro curriculum.

Non farò più riferimento, in questa sede, al problema dell’amministrazione del personale.

Vi consiglio, compagno Primo ministro, di nominare un’altra persona al posto di questo vice, quando verrà formato un nuovo governo.

Compagno vice primo ministro, vi prego di rassegnare le vostre dimissioni quando ancora potete farlo in autonomia, prima che sia troppo tardi.

Qui, oggi, dichiaro la vostra esautorazione.

Come da mia previa critica, non solo l’ex Primo ministro ma anche i quadri dirigenti incaricati della direzione politica che hanno trascurato il proprio dovere nella modernizzazione del Complesso dei macchinari di Ryongsong, svolgendo un ruolo da meri spettatori, devono sentirsi in colpa.

Certo, l’odierno successo della trasformazione del complesso in una base su larga scala della costruzione di macchinari mostra che il progetto ha raggiunto un avanzamento e una modernizzazione maggiori dei precedenti, per cui è abbastanza positivo promuovere ampiamente il complesso in patria e all’estero.

Tuttavia, il sostanziale buon esito che abbiamo ottenuto nel corso della prima fase del progetto di sua modernizzazione è che il nostro Partito è giunto alla chiara conclusione che le attuali forze della direzione economica, compresi l’ex Primo ministro e l’attuale vice primo ministro, difficilmente possono guidare l’opera di risistemazione dell’industria del Paese nel suo insieme e aggiornarla tecnologicamente; il Partito è giunto a una determinazione tranciante.

Compagni,

Oggi abbiamo analizzato, da un punto di vista anatomico, le deviazioni rivelatesi nel corso dell’aggiornamento e della costruzione da zero dell’infrastruttura dell’industria dei macchinari nella nuova era. Ciò ci è indispensabile e benefico e il suo significato non è assolutamente minore.

Adesso ci troviamo di fronte a un periodo responsabile in cui i nostri funzionari dovranno dar vita alla trasformazione del nostro Paese con un modo di pensare più maturo e praticare e realizzare i nostri ideali di lungo respiro con una trasformazione che si fa sempre più grande di anno in anno.

Tenetelo tutti presente.

Romperla con le vecchie prassi di riporre speranze su coloro che troppo a lungo sono stati abituati al disfattismo, all’irresponsabilità e alla passività sarà un nuovo punto di partenza per futuri inizi e sviluppi.

Dovremo scovare con decisione le pratiche estreme dell’irresponsabilità, dell’autoprotezione e dell’indolenza, profondamente radicate tra i funzionari, e, a tal fine, dare la precedenza alla loro trasformazione ideologica.

Dare l’impressione di salvaguardare le politiche del Partito e di dedicarsi all’attuazione delle sue decisioni ma pensare soltanto, in realtà, alla propria comodità e alla protezione di sé stessi e non riuscire a sbarazzarsi dell’evasività e delle vedute miopi: questi dovranno essere gli obiettivi dell’educazione e dell’offensiva ideologiche.

Dovremo, oltre a ciò, adottare provvedimenti concreti per far sì che i membri della direzione centrale del Partito e i quadri dirigenti dei settori e delle unità preposti studino costantemente la tendenza globale dello sviluppo e acquisiscano attivamente conoscenze scientifiche e tecniche.

Persino quei funzionari che dovrebbero dirigere la ricostruzione dell’economia trascurano i principi e i dati e non hanno né aspirazioni né infarinature riguardo alla modernizzazione. Soltanto allorché metteremo fine a questa straziante realtà potremo attuare appieno gli sfidanti e immani compiti economici che ci stanno di fronte e raggiungere così l’innovazione e il progresso dovuti.

Di recente abbiamo istituito un sistema di studio tecnico-scientifico come anche un nuovo metodo di studio degli ultimi loro ritrovati contemporaneo al lavoro, per i funzionari; ciò che importa è far sì che questi diventino per loro un corso volto al miglioramento delle loro qualifiche e abilità, cosicché si mantengano al passo della tendenza dei tempi verso la modernizzazione e lo sviluppo e le applichino ai loro settori e alle loro unità.

Dovremo adottare l’esperienza e le lezioni della trasformazione del Complesso dei macchinari di Ryongsong per un prezioso trampolino dal quale dar vita a nuovi cambiamenti e radicali balzi in avanti nell’economia nazionale in generale.

La modernizzazione del complesso è un processo primario nella creazione di un modello e di un criterio per l’industria dei macchinari nella nuova era, la promozione dell’industria complessiva del nostro Stato e il processo dinamico, da ciò propiziato, nell’edificazione socialista.

Soltanto quando il complesso si elevi le altre fabbriche di macchinari potranno fare altrettanto, e solamente allorché progredisca l’industria dei macchinari del Paese può progredire l’insieme dell’economia del nostro Stato.

Il Partito ha già avanzato una chiara tabella di marcia indicante l’ordine dei giganteschi progetti di modernizzazione per le fabbriche di macchinari e ha adottato importanti misure pratiche per la seconda fase di quello del Complesso dei macchinari di Ryongsong.

A questa cerimonia inaugurale è stato dato, ancora una volta, un chiaro avvertimento.

Tutti i funzionari del Consiglio di Stato e del settore economico, così come quelli del settore della direzione delle politiche economiche, dovranno, con nuova determinazione e volontà, accelerare sostanzialmente la modernizzazione dell’industria dei macchinari, volta alla promozione dello sviluppo dei vari settori dell’economia nazionale.

Dovremo elaborare un piano scientifico dopo l’altro per porre non solo questa industria, ma anche la metallurgica, l’elettrica, la carbonifera e altre chiave su una base avanzata e portarlo a termine con perseveranza, rinnovando così l’insieme dell’economia del Paese.

Lo sottolineo qui ancora una volta. La cosa più importante nello sviluppo generalizzato del socialismo a cui aspiriamo è la preparazione di persone e ciò che viene prima di tutto in quest’ambito è la costruzione dei ranghi dei nostri quadri dirigenti dai fedeli e qualificati talenti rivoluzionari.

Non vi è niente d’impossibile per i funzionari che, sempre memori del loro oneroso dovere verso il Partito e il Paese, imparano, pensano e si sforzano di restargli incondizionatamente fedeli.

Sulla base di progettazioni consapevoli e di una metodologia scientifica, noi, nella nostra generazione, dobbiamo eliminare su tutta la linea l’arretratezza secolare dell’economia ed edificarne una modernizzata e avanzata in grado di garantire fermamente il futuro del nostro Stato.

Operai degni di fiducia di Ryongsong e funzionari dell’industria dei macchinari,

Compagni,

La realtà del Paese che avanza verso la prosperità richiede pionieri potenti e combattenti genuini, che si assumano la responsabilità dell’oggi e anticipino il futuro.

Mobilitiamoci con maggior vigore nella gigantesca opera rivoluzionaria per infondere vitalità all’autosufficienza e allo sviluppo della nostra economia, con rinnovata determinazione, visione ed entusiasmo.

Auspico che i nostri quadri dirigenti e tutte le masse dei produttori si avvalgano di questa occasione per tener nuovamente presente l’essenza e le richieste della politica del Partito sulla modernizzazione.

Per concludere, rivolgo i miei ringraziamenti e il mio incoraggiamento, ancora una volta, a tutti voi e agli altri operai del Complesso dei macchinari di Ryongsong e agli scienziati e i tecnici che hanno operato devotamente per questa prima fase del progetto di modernizzazione.

KCNA