Discorso pronunciato alla cerimonia di benvenuto per il ritorno dell’unità dei genieri d’oltremare dell’Esercito Popolare di Corea
12 dicembre 2025
Cari ufficiali e soldati del 528° Reggimento del Genio dell’Esercito Popolare di Corea,
Do il mio caloroso benvenuto a tutti voi, ufficiali e soldati del reggimento, di ritorno in patria. Nell’adempimento della vostra missione all’estero, avete dimostrato con onore lo spirito eroico del nostro esercito e le sue caratteristiche specialistiche, e avete svolto i vostri compiti di combattimento in modo responsabile.
Vi ringrazio davvero tutti per essere tornati in buona salute.
Proprio come desideravate in ogni momento della giornata sul campo di battaglia straniero, per tutto ciò che v’è di prezioso nel vostro Paese, nessuno qui ha mai dimenticato i propri amati figli, nemmeno per un momento.
Ricevendo i resoconti giornalieri sui vostri combattimenti, sono rimasto profondamente commosso dall’inflessibile coraggio che avete dimostrato nell’eseguire gli ordini del vostro Partito e del vostro Paese, sfidando la morte. E ogni volta si faceva più forte il mio desiderio che ognuno di voi tornasse sano, salvo e felice.
Col senno di poi, per me, questo può essere definito un anno di nostalgia; ho sentito fino al midollo delle ossa il dolore dell’attesa come non avevo mai sperimentato prima.
Sono trascorsi centoventi giorni dal momento in cui ho dovuto inviarvi, combattenti di questo reggimento, sul pericoloso campo di battaglia; ogni giorno di questo periodo mi è sembrato un decennio, proprio come quando aspettavo i combattenti delle unità speciali coinvolti nelle battaglie della liberazione.
Col passare dei giorni, mi sono accorto che non riuscivo più ad abituarmi o a convivere con la preoccupazione per l’incolumità dei preziosi figli di questo Paese che stavano combattendo in campo di battaglia straniero.
Adesso mi sento a mio agio.
Sono piuttosto sollevato nel vedervi tutti tornare così.
Avete combattuto con grande coraggio.
Fedeli alle aspettative del Partito, del Paese e di tutti i vostri cari, avete dimostrato il vostro coraggio, degno di veri combattenti, suscitando l’ammirazione del mondo. Ora apparite più robusti e dignitosi, e ancora una volta mi congratulo calorosamente con voi, tutti i combattenti del reggimento del genio, per essere tornati a casa con orgoglio.
Compagni,
Il 528° Reggimento del Genio è un’altra orgogliosa unità di combattimento che rappresenta giustamente l’impareggiabile coraggio e la potenza del nostro Esercito e delle sue caratteristiche specialistiche.
Questo reggimento è stato costituito il 28 maggio, secondo le decisioni e gli ordini della Commissione Militare Centrale del nostro Partito, per consolidare la preziosa vittoria nelle operazioni militari all’estero. All’inizio di agosto, voi, genieri del reggimento, siete partiti per la regione di Kursk nella Federazione Russa, che i vostri commilitoni hanno riconquistato a costo della vita, e avete ottenuto brillanti risultati nello svolgimento dei vostri compiti bellici.
Avete combattuto in una situazione di vita o di morte, sfidando i gravi pericoli invisibili per ogni dove, e la vostra fede e la vostra forza di volontà sono state messe alla prova a ogni passo del vostro cammino. Nonostante la durezza delle circostanze sul campo di battaglia, i nostri genieri non hanno mai vacillato o esitato, ma tutti voi siete stati coraggiosi e responsabili in ogni momento.
Poiché tutti voi, ufficiali e soldati, avete dimostrato un eroismo di massa superando inimmaginabili pesi mentali e fisici quasi ogni giorno, siete riusciti a compiere il miracolo di trasformare una vasta area di pericolo in una zona sicura e protetta in meno di tre mesi, un compito che si credeva impossibile da realizzare anche in diversi anni.
L’importanza fondamentale dei risultati ottenuti dal reggimento in battaglia sta evidentemente nel fatto che non si trattava di imprese compiute da pochi combattenti ben addestrati, bensì del frutto dell’eroismo di massa dimostrato da tutti gli ufficiali e i soldati.
Nel duro campo di battaglia, ove non era ammessa nemmeno una minima disattenzione o negligenza e dove persino l’andarvi e tornarvi era accompagnato da combattimenti, voi, prendendovi cura prima di tutto dei vostri compagni d’armi, vi siete protetti a vicenda dalle schegge esplose e avete portato a termine le vostre missioni fino alla morte, anche quando eravate gravemente feriti. Ritengo che il vostro nobile cameratismo, il vostro ineguagliabile spirito di sacrificio e la vostra indomabilità meritino l’ammirazione di tutti.
Ero sicuro che il nostro reggimento di genieri avrebbe combattuto in quel modo, come ordinato dal Comitato Centrale del Partito.
I vostri brillanti risultati in battaglia sono stati anche dovuti all’impegno devoto dei segnalatori e dei medici che hanno portato fedelmente a termine i loro compiti, rischiando la vita quasi ogni giorno.
Tutti gli ufficiali e i soldati sono stati egualmente coraggiosi, competenti, dediti ed eroici.
La chiave fondamentale dell’invincibile forza combattiva dimostrata dal nostro reggimento di ingegneri in campo di battaglia straniero risiede nello spirito combattivo rivoluzionario che ha prevalso nell’intera unità.
Poiché è stata data assoluta priorità al lavoro politico, condotto in modo ingegnoso, fresco e tempestivo, adatto alla situazione del fronte, i meriti spirituali e morali del nostro Esercito si sono pienamente rivelati, come di consueto, a dimostrazione dell’esecuzione incondizionata degli ordini, della lealtà, del patriottismo, dell’unità tra ufficiali e soldati e del cameratismo.
Ciò che mi ha colpito in modo particolare sono state le esibizioni dei gruppi artistici delle compagnie nelle umili caserme durante le festività del 9 Settembre e del 10 Ottobre, e i soldati che intonavano canzoni rivoluzionarie mentre si recavano al campo di battaglia, recitavano poesie di loro creazione e scrivevano lettere alle loro città e villaggi d’origine durante le pause tra le ore di sminamento.
Difficilmente potrebbe vedersi un simile stile di vita in circostanze tanto mortali, a meno che non si sia uomini ottimisti, forti nella fede e nella volontà, profondamente colmi di affetto e rispetto per il proprio Partito, il proprio Paese, le proprie città natie, i propri genitori e fratelli, e fermamente convinti della propria causa vittoriosa.
Nessun altro esercito avrebbe potuto imitare la mentalità ideologica nobilitante dei nostri soldati, che hanno considerato il sacrificio di sé stessi per la Patria una fonte di onore anziché di morte, né avrebbe potuto produrre a costi esorbitanti un eroismo di massa, arma potente esclusiva del nostro Esercito.
I criminali armati dell’Occidente, per quanto dotati di equipaggiamenti militare all’avanguardia, non possono competere con questo esercito rivoluzionario dotato di una profondità spirituale insondabile.
Mi dispiace non poter enumerare ora tutte le imprese belliche compiute dalle centinaia di ufficiali e soldati del reggimento del genio.
Tuttavia, queste imprese brilleranno per sempre nella storia delle operazioni militari oltremare del nostro esercito, così come nella storia dell’unità.
Compagni,
Avevate lasciato la vostra patria senza troppa pubblicità dopo aver ricevuto l’ordine del Partito, ma siete tornati con qualcosa di veramente grande che contribuisce alla gloria del vostro Paese, dei vostri concittadini e del vostro Esercito.
Il vostro reggimento ha eseguito l’ordine fino alla morte, ma non ha ricevuto alcuna ricompensa o compenso. Eppure, si è guadagnato la cosa più preziosa al mondo, che non può essere barattata con nient’altro.
Questa è la fiducia e la confidenza del Partito, del Paese e del popolo nel nostro Esercito.
Il nostro Esercito non deve aspettarsi altro che questo.
Dimostrando uno spirito combattivo senza pari e scrivendo storie leggendarie nei tuoi resoconti di combattimento, voi avete onorato fedelmente e meravigliosamente la fiducia che il vostro Partito, il vostro Stato e i vostri conterranei avevano riposto in voi.
Il reggimento del genio ha ancora una volta inciso nella storia ed evidenziato al mondo la potenza unica del nostro Esercito, che ha mantenuto la perfezione ideologica e spirituale il cui fulcro è l’assoluta lealtà al Partito del Lavoro di Corea, come bandiera per costruire un esercito forte. In questo risiede il significato speciale delle gesta compiute dal reggimento.
A nome del Partito e del Paese, esprimo la mia gratitudine a tutti gli ufficiali e soldati del 528° Reggimento del Genio che, dimostrando un eroismo di massa senza pari e un indomito coraggio combattivo, hanno eseguito fino alla morte l’ordine di combattimento emanato dal Partito e hanno dimostrato ancora una volta il prestigio del nostro Stato e la fama dell’Esercito Popolare di Corea.
Compagni,
Il sangue e il sudore inestimabili versati dal reggimento e l’incalcolabile sacrificio compiuto nel corso della perfetta esecuzione dell’ordine di combattimento del Partito non si vanificheranno mai.
Le imprese e le gesta immortali che avete compiuto brilleranno per sempre insieme alla fama del nostro potente Stato e del nostro Esercito e al nostro Paese socialista che prospererà all’infinito.
A parte la straziante perdita di nove vite, tutti gli ufficiali e i soldati del reggimento sono tornati in patria e per questo vi esprimo la mia gratitudine.
Gli ufficiali e i soldati delle forze armate della nostra Repubblica considereranno senza eccezioni lo spirito combattivo e le gesta del 528° Reggimento del Genio come un ulteriore modello. I vostri genitori, fratelli, mogli e figli, e gli insegnanti dei vostri istituti saranno dunque profondamente orgogliosi di voi.
Sono davvero orgoglioso di voi, delle vostre schiere di coraggiosi soldati e della vostra potente unità di combattimento.
Spero che anche in futuro continuerete a compiere imprese brillanti sulla sacra via della salvaguardia del nostro grande Stato e del nostro popolo.
La Patria ha deciso di conferire al vostro reggimento l’Ordine della Libertà e dell’Indipendenza per onorare il suo coraggio e le sue brillanti imprese belliche e conferire loro una gloria eterna.
Essa ha deliberato altresì di conferire il titolo di Eroe della RPDC, l’Ordine della Bandiera Nazionale di I classe e l’Ordine dell’Onore del Soldato di I classe ai nove ingegneri che, con nostro rammarico, sono caduti nell’esecuzione dei loro ordini di combattimento.
Oggi, su autorizzazione del Comitato Centrale del Partito del Lavoro della Corea e del governo della Repubblica, conferirò l’Ordine della Libertà e dell’Indipendenza di I classe agli stendardi del vostro reggimento, alla sua bandiera di vittoria e gloria, e apporrò tali onorificenze sui ritratti dei nostri compagni d’armi caduti.
Esprimo la mia gratitudine e il mio nobile rispetto a voi, sempre fedeli al vostro Paese, per il vostro devoto servizio.
Viva l’eroico Esercito Popolare di Corea!