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Alexander Dugin (Internacional)

Filosofia verticale

Filosofia verticale Estratto dalla “Nota degli editori” Natalia Melentyeva, che il pubblico italiano sta cominciando a conoscere, non è soltanto la consorte di Aleksandr Dugin e la madre di Darya Dugina (rimasta vittima di un attentato terroristico il 20 agosto 2022 ad opera dei servizi segreti ucraini). Filosofa come il marito e la figlia, è una donna dalla lunga militia sul fronte della Tradizione. Giovane, conosce Aleksandr Dugin e lo coadiuva nella pubblicazione dei suoi primi testi filosofici dando inizio a un sodalizio esistenziale foriero di molteplici iniziative culturali e metapolitiche nel quadro di una visione tradizionale e eurasiatica tuttora in corso. Nella seconda metà degli anni ’80, insieme a Dugin, Sergeij Zhigalkin[...], Igor Dudinskij[...], Ghejdar Džemal’[...] ed Evgenij Golovin[...] – tra gli altri – Melentyeva entra a far parte di un esclusivo circolo culturale animato da Jurij Mamleev[...]: artisti, poeti, filosofi, esoteristi… Come per Aleksandr Dugin, anch

Filosofia verticale

Estratto dalla “Nota degli editori”

Natalia Melentyeva, che il pubblico italiano sta cominciando a conoscere, non è soltanto la consorte di Aleksandr Dugin e la madre di Darya Dugina (rimasta vittima di un attentato terroristico il 20 agosto 2022 ad opera dei servizi segreti ucraini). Filosofa come il marito e la figlia, è una donna dalla lunga militia sul fronte della Tradizione. Giovane, conosce Aleksandr Dugin e lo coadiuva nella pubblicazione dei suoi primi testi filosofici dando inizio a un sodalizio esistenziale foriero di molteplici iniziative culturali e metapolitiche nel quadro di una visione tradizionale e eurasiatica tuttora in corso.

Nella seconda metà degli anni ’80, insieme a Dugin, Sergeij Zhigalkin[...], Igor Dudinskij[...], Ghejdar Džemal’[...] ed Evgenij Golovin[...] – tra gli altri – Melentyeva entra a far parte di un esclusivo circolo culturale animato da Jurij Mamleev[...]: artisti, poeti, filosofi, esoteristi…

Come per Aleksandr Dugin, anche per Natalia l’incontro con Evgenij Golovin è decisivo per quanto riguarda, almeno in parte, la sua formazione. Così racconta nel suo libro Gli altissimi Sconosciuti[...] il suo primo incontro con Golovin:

«Ho incontrato per la prima volta Evgenij Vsevolodovič in una piccola compagnia di esoteristi moscoviti a metà degli anni ’80[...]. Evgenij Vsevolodovič mi invitò a ballare. Risuonava una canzone di Alëša Dimitrievič[...], assolutamente non adatta per il ballo. Cominciammo a ballare, forse un valzer o una specie di tango, qualcosa di molto stravagante ed elegante. «Ha letto La filosofia della decomposizione di Cioran?»[...] mi chiese Evgenij Vsevolodovič. La conversazione si avviò intorno alla “decomposizione”. Queste due cose – il ballo e la decomposizione – rimasero nella mia immaginazione come due punti metafisici sull’orizzonte filosofico. Penso che questi due temi siano simbolici e che la vita e la poesia di Golovin siano all’ombra di questi simboli.

Cos’è la decomposizione? È la distruzione, il disfacimento, lo smontaggio di una certa composizione, di una costruzione complessa nelle sue parti componenti, negli elementi semplici; a un livello più globale, la rottura della compagine del mondo, la sua destrutturazione, la privazione della forma. È anche la scomposizione dell’organizzazione, la meticolosa separazione e distinzione dei componenti. (Il concetto successivo nella catena logica delle categorie dovrebbe essere quello di “dissoluzione”)».

A ben vedere, questa suggestione relativa al connubio “ballo”/“decomposizione” costituisce la cifra stilistica degli scritti di Melentyeva, già pubblicati singolarmente e che proponiamo qui coordinati in una raccolta orientata a un’unica tesi. Di fatto, il libro è costruito come una danza in cui si cadenzano vari temi, destinati a sfociare in una visione unitaria ma caratterizzati dal comune sottofondo della decomposizione come riconfigurazione.

È noto che per ricostruire bisogna prima demolire: ed è proprio questo il processo in cui si articola il discorso filosofico di Melentyeva. Il primo passo è appunto la decomposizione nel suo significato etimologico di separazione degli elementi di un insieme. Su un piano più ampio, il termine si può tradurre come necessità della crisi: laddove “crisi” è da intendersi nell’originario senso greco del termine, come derivante dal verbo kríno, che ha tre significati fondamentali, tutti legati alla nozione di “passaggio cruciale”:

1. separare, distinguere: il processo di discernimento.

2. giudicare, decidere: l’atto di emettere un verdetto.

3. lottare, combattere: l’idea di un confronto o prova.

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