CANTIERE MULTIPOLARE: Dopo il Fuoco. Aleksey Guintovt — Sull'arte contemporanea La distruzione dell’arte-mercato, delle sue gallerie, delle sue mostre-spettacolo, delle sue liturgie mondane per la borghesia globale, ha bisogno di martelli — ma non per colpire le opere, bensì per infrangere i loro altari d’oro. L'oggetto va liberato dalla sua funzione feticistica, restituito alla sua intensità originaria. Il gesto va riconsegnato alla sua fonte: atto puro, senza aspettativa né riproduzione. I musei vanno svuotati del loro potere d'incanto; le immagini, spogliate della loro aura sacrale, vanno attraversate, smascherate. Il gesto artistico non produce oggetti: brucia l'oggetto stesso, come Dioniso nel grembo di Sèmele. E che sia anche l'artista a bruciare, sé stesso, la sua vanità, la sua firma. Non per nichilismo, ma per verità. L'arte non ha autori: ha officianti. Non produce carriere: trasforma mondi. L'arte multipolare nasce nei punti di torsione dell'anima — non è né orientale né oc