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Alexander Dugin (Internacional)

CANTIERE MULTIPOLARE: Là dove la stella ascese - In memoria di Darya Platonova Dugina

CANTIERE MULTIPOLARE: Là dove la stella ascese - In memoria di Darya Platonova Dugina Darya Dugina – politologa, filosofa, giornalista e poetessa – è stata una delle voci più alte della Tradizione nel nostro tempo crepuscolare. La sua morte, avvenuta tragicamente il 20 agosto 2022, non fu una casualità, ma un atto sacrificale, uno strappo nella trama opaca dell’immanenza. Un ordigno esplose nell’auto che guidava lungo l’autostrada di Možajsk, presso il villaggio di Bolšije Vjazem’j, a pochi chilometri da Zakharovo. Aveva solo 29 anni. Le indagini hanno rivelato il coinvolgimento dei servizi segreti ucraini, ma al di là della superficie geopolitica resta il senso profondo: non solo un omicidio, ma un tentativo di colpire un principio, di soffocare una presenza spirituale che turbava l’equilibrio oscuro del nostro tempo. Il video che documenta la consacrazione della croce è la testimonianza di un passaggio. Là dove si è compiuto il sacrificio, il legno benedetto si erge come asse del mo

CANTIERE MULTIPOLARE: Là dove la stella ascese - In memoria di Darya Platonova Dugina

Darya Dugina – politologa, filosofa, giornalista e poetessa – è stata una delle voci più alte della Tradizione nel nostro tempo crepuscolare. La sua morte, avvenuta tragicamente il 20 agosto 2022, non fu una casualità, ma un atto sacrificale, uno strappo nella trama opaca dell’immanenza. Un ordigno esplose nell’auto che guidava lungo l’autostrada di Možajsk, presso il villaggio di Bolšije Vjazem’j, a pochi chilometri da Zakharovo. Aveva solo 29 anni. Le indagini hanno rivelato il coinvolgimento dei servizi segreti ucraini, ma al di là della superficie geopolitica resta il senso profondo: non solo un omicidio, ma un tentativo di colpire un principio, di soffocare una presenza spirituale che turbava l’equilibrio oscuro del nostro tempo.

Il video che documenta la consacrazione della croce è la testimonianza di un passaggio. Là dove si è compiuto il sacrificio, il legno benedetto si erge come asse del mondo, come simbolo visibile dell’ascesa invisibile. Non un segno di morte, ma un segno del ritorno: la croce è il synthema che ricorda all’anima la sua origine divina e la chiama a ritornare. È simbolo attivo, non memoria passiva.

Cantiere Multipolare riconosce in Darya non solo una testimone della Tradizione, ma una martire metafisica, una figura solare il cui sacrificio assume valore paradigmatico per chi cerca l’ascesi in tempi di dissoluzione. Nel nome di Darya non si custodisce solo una memoria: si afferma una vocazione. Perché nella sua morte non vi è semplice assenza, ma iniziazione; e il suo lutto non è abisso, ma trasfigurazione – gesto ultimo e purissimo di separazione dal molteplice e di ritorno all’Uno.

“Non è dato unirsi al Divino se si condivide la via larga e comoda della kakía che le moltitudini percorrono in branco, anziché la via stretta della Virtù” – ricorda Proclo. E allora proprio per questo Darya, che camminò da sola verso l’alto, si fece filosofia vivente: presenza lucente nel secolo e segno eterno nel cosmo, anima che ricorda agli altri – ai pochi – che il ritorno agli Dei è possibile, ma esige fuoco, distacco, verticalità. - Diego Cinquegrana

https://www.youtube.com/watch?v=vYiBMdIL09Y