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Da "Il Fatto Quotidiano" di oggi

Non è un “cane sciolto” Eitan Bondì, ma una persona attiva in un contesto di militanti, una sorta di gruppo ultrà vicino alla Comunità ebraica di Roma monitorato dalla Digos. Già segnalato, emerge ora, per uno striscione firmato con la stella di David, affisso alla Sapienza a gennaio 2025. Parliamo del 21enne che il 25 aprile scorso ha sparato con una pistola ad aria compressa contro una coppia di militanti dell’Anpi, a margine delle celebrazioni per la Festa della Liberazione organizzate nella Capitale. La circostanza si apprende dal decreto di convalida del fermo al termine dell’udienza che ha derubricato l’accusa di tentato omicidio in tentate lesioni, seppur pluriaggravate anche dalla premeditazione. Il tema dell’appartenenza non è secondario. Al gip, Bondì ha detto “non faccio parte di nessun gruppo” e “non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto”. Eppure gli investigatori sono riusciti ad arrivare rapidamente al giovane incrociando le immagini delle telecamere

Da "Il Fatto Quotidiano" di oggi

Non è un “cane sciolto” Eitan Bondì, ma una persona attiva in un contesto di militanti, una sorta di gruppo ultrà vicino alla Comunità ebraica di Roma monitorato dalla Digos. Già segnalato, emerge ora, per uno striscione firmato con la stella di David, affisso alla Sapienza a gennaio 2025. Parliamo del 21enne che il 25 aprile scorso ha sparato con una pistola ad aria compressa contro una coppia di militanti dell’Anpi, a margine delle celebrazioni per la Festa della Liberazione organizzate nella Capitale. La circostanza si apprende dal decreto di convalida del fermo al termine dell’udienza che ha derubricato l’accusa di tentato omicidio in tentate lesioni, seppur pluriaggravate anche dalla premeditazione.

Il tema dell’appartenenza non è secondario. Al gip, Bondì ha detto “non faccio parte di nessun gruppo” e “non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto”. Eppure gli investigatori sono riusciti ad arrivare rapidamente al giovane incrociando le immagini delle telecamere di sorveglianza con gli archivi della Digos, di cui il ragazzo era soggetto “noto” in quanto “individuato – si legge – nell’ambito di un’attività di monitoraggio della comunità Ebraica (…) tra quei soggetti che, nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 2025 avevano affisso sul muro perimetrale dell’Ateneo La Sapienza, lato bar, uno striscione del seguente contenuto: ‘Il nemico di 80 anni fa ieri nazi oggi hamas’ firmato con la stella di David”.

L’azione dimostrativa alla Sapienza non è certo paragonabile agli spari, ma certifica come Bondì fosse introdotto (e attivo) nell’ala più “calda” del suo mondo. E ribadisce l’esistenza di uno scontro sempre più acceso tra le “sentinelle” della Comunità e i collettivi pro Pal.

Ad oggi, invece, non ci sono elementi tali da far pensare che Bondì il 25 aprile abbia agito anche solo istigato da qualcun altro. Lui nega. Di certo gli investigatori ritengono rilevante il ruolo del padre, Fausto Bondì, 53 anni, già arrestato in tre diverse occasioni: 2015, 2016 e il 19 luglio 2025. Bondì senior è stato poi identificato la mattina del 25 aprile con un altro motorino, anche quello in uso di Eitan. Tutta la famiglia era monitorata dalla Digos, insomma, in una giornata in cui gli “Amici della Brigata Ebraica” avevano assicurato che avrebbero rispettato lo shabbat.

Non solo. Un anno fa, in concorso con un altro appartenente alla comunità, Bondì padre è finito in manette per rapina aggravata con l’aggravante dell’odio razziale. Le vittime, infatti erano persone di colore “verso i quali gli arrestati pronunciavano anche ingiurie a sfondo razziale”. A casa Bondì poi, oltre alle pistole softair, la polizia ha trovato armi vere, in grado, quelle sì, di uccidere: 4 pistole e 3 fucili, di cui uno da cecchino, e un migliaio di proiettili. Un arsenale da guerra, in piena regola.

Seppur con le cautele del caso, la Digos monitora gli ultrà sionisti. Decine gli episodi: dalle bombe carta al centro sociale La Strada fino al pestaggio dell’attivista italo-palestinese Karem Rohana, seguito e picchiato da ignoti nell’ottobre 2023. Proprio nello stesso punto in cui il 25 aprile Eitan Bondì ha sparato ai militanti Anpi.

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