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La geopolitica che non torna - il caso Arabia Saudita e gli investimenti negli Usa di Trump

600 miliardi, da investire in 4 anni. E' l'ingente somma messa sul piatto della bilancia da parte del principe ereditario dell'Arabia Saudita, all'indomani dell'insediamento sulla poltrona della presidenza degli Stati Uniti da parte di Donald Trump. L'annuncio dato dallo stesso principe, Mohammed Bin Salman, al presidente Usa, oggi, nel corso di una telefonata. E questi sono i fatti, ma veniamo ad una lettura un po' al di sopra delle righe: a cosa serviranno tutti questi soldi? L'America è in bancarotta forse? Ha accumulato un po' di debito pubblico nell'era Biden, spingendo i suoi petro-dollari alla volta di Kiev? Già si vocifera di un 2027 come scontro finale tra le due super-potenze, Usa da una parte, Russia e Cina, dall'altra (con Iran ma si capisce). Ora, in che prospettiva si inserisce l'Arabia Saudita? A me hanno sempre insegnato che "nessuno dà qualcosa per niente", quindi gli ingenti investimenti "paventati" dallo sceicco, potranno andare verosimilmente nella direzione di ave

600 miliardi, da investire in 4 anni. E' l'ingente somma messa sul piatto della bilancia da parte del principe ereditario dell'Arabia Saudita, all'indomani dell'insediamento sulla poltrona della presidenza degli Stati Uniti da parte di Donald Trump.

L'annuncio dato dallo stesso principe, Mohammed Bin Salman, al presidente Usa, oggi, nel corso di una telefonata.

E questi sono i fatti, ma veniamo ad una lettura un po' al di sopra delle righe: a cosa serviranno tutti questi soldi? L'America è in bancarotta forse? Ha accumulato un po' di debito pubblico nell'era Biden, spingendo i suoi petro-dollari alla volta di Kiev?

Già si vocifera di un 2027 come scontro finale tra le due super-potenze, Usa da una parte, Russia e Cina, dall'altra (con Iran ma si capisce). Ora, in che prospettiva si inserisce l'Arabia Saudita? A me hanno sempre insegnato che "nessuno dà qualcosa per niente", quindi gli ingenti investimenti "paventati" dallo sceicco, potranno andare verosimilmente nella direzione di avere, come altro lato della medaglia, una futura Arabia Saudita centro di potere della regione del Golfo Persico, a scapito dei vicini? Chi lo sa, fatto sta che la storia che lega il Regno agli Stati Uniti è di vecchia data, non sempre con esito positivo.

D'altronde nella telefonata trascorsa, come riferiscono varie fonti, i toni tra i due, il principe e il presidente Trump, sono stati molto cordiali, dove il primo si è congratulato con il secondo per la rielezione, e il POTUS dal canto suo, ha espresso gratitudine al principe. Di recente Trump, d'altronde, aveva parlato dell'eventualità di compiere un suo primo viaggio all'estero, in veste ufficiale, proprio in Arabia Saudita. Vedremo. Il gioco di alleanze mondiale sembra infittirsi, facendo intravvedere un sempre più netto "schieramento a grossi blocchi", due al massimo, e con tanti piccoli paesi satelliti - spie, o simili.