Chiunque abbia un animale domestico, sa che ogni tanto occorre vaccinarlo contro le malattie più diffuse: rabbia, acari, cimurro, epatite, leptospirosi, per citare i mali più diffusi. Nel 2021, in Italia, si è registrata una carenza di vaccini, dovuta all’adozione esponenziale degli animali da compagnia durante il lockdown. Nel 2022 il problema parrebbe risolto.
Ora anche in Russia si registra tale carenza. Stesso motivo? Nient’affatto. Quelli che mancano sono i vaccini di produzione occidentale, perché le aziende USA e UE hanno voluto punire anche questo settore con sanzioni che definire folli è poco, oltre che inefficaci. Per tutta risposta, i produttori russi stanno aumentando la produzione in loco, nell’ambito di una più generale politica di “sostituzione delle importazioni”. E sta funzionando, ne ho anche esempi personali.
Il punto non è questo, ovviamente. Cosa diavolo c’entra la guerra in Ucraina con cani e gatti? Si vogliono punire anche questi ultimi, per non avere condannato Putin? Demenziale.