Oggi, 12 agosto 2020, anniversario della strage nazifascista di S.Anna di Stazzema, nel corso della trasmissione “Prisma” su Radio Popolare, sentivo un ascoltatore che scriveva che essere antifascisti oggi significa dare addosso (cito con parole mie) a Russia, Bielorussia e Turchia (strano che abbia omesso anche la Corea del Nord), perché soprattutto in Russia nessuno è libero e tutti sono costretti a subire il regime. Il conduttore, Alessandro Braga, ha anche aggiunto di suo che dovremmo ricordarcelo ogni volta che accendiamo il gas in cucina. Il sottoscritto, oltre che essere nipote di un confinato (1927-1930) e torturato (1943) dai fascisti e dai nazisti, è stato egli stesso una delle vittime dell’attentato fascista alla sezione PCI Esquilino di Roma nel 1979. Vorrei sommessamente ricordare che Russia e Bielorussia facevano parte dell’Unione Sovietica, e che furono proprio i sovietici a liberare dai nazifascisti tutta l’Europa orientale fino a Berlino. Ma non importa, veniamo all’og