Era stanco il vecchio solitario lupo quella notte, con fatica raggiunse la sommità della rupe, poi si sedette, sotto di lui la vallata si estendeva buia e silenziosa. Non era a caccia, da molti anni aveva lasciato il suo ruolo di capobranco a un giovane lupo, e quel poco che riusciva a cacciare senza la collaborazione del branco bastava a sfamarlo, adesso infatti non doveva piu provvedere alle necessità del branco, adesso era solo. Tristemente guardò la buia valle e i suoi occhi sembrarono penetrare nel buio, rivide per quanti anni la aveva percorsa giovane e forte alla testa del suo branco, si rivide uccidere le sue prede, rivide le sue battaglie per mantenere il suolo ruolo all'interno del branco, si rivide correre e cacciare a fianco di tante lupe.
Mai nessuna di esse divenne la sua vera compagna e mai nessuna di essa gli aveva donato un Lupicino.
Non era mai stato importante per lui, era giovane, era forte, forse credeva che sarebbe riuscito a fermare il tempo e sarebbe rimasto sempre così. Ma il Lupo si sbagliava, gli anni passavano e le lupe attorno a lui si succedevano una dopo l'altra e quando andavano via dal branco o lui le ripudiava, si sentiva sempre un po piu vecchio, un po piu solo.
Poi un giorno seduto come adesso su quella rupe, aveva visto apparire qualcosa, ma era molto, tanto lontana e quando finalmente quella cosa che lentamente si avvicinava cominciò a prendere forma, quando stava per capire se fosse un nemico o una preda ecco spuntare l'alba e improvvisamente di
fronte ai suoi occhi, da Est apparire un sole brillante e caldo come mai.
Il Lupo chiuse gli occhi istintivamente, quando li riaprì qualunque cosa fosse era sparita.
Doveva trovarla assolutamente, forse era stato il sole appena sorto o forse no, ma improvvisamente qualcosa aveva riscaldato il suo cuore e il suo mantello, non sapeva cosa fosse ma sapeva che non era ne una preda ne un nemico, il Lupo doveva assolutamente trovarla.
Scese di corsa giu per la rupe, valicò la montagna incurante delle rocce taglienti che gli ferivano le zampe, corse per giorni incurante del dolore e della fatica e quando arrivò a fondo valle Lei era li.
L' aveva aspettata e cercata da sempre, spesso credeva di averla trovata, molte volte aveva pensato che la sua ricerca fosse finita, ma adesso la sua Lupa eri li, davanti a lui, e i suoi occhi obliqui lo guardavano con amore.
Lentamente il Lupo si avvicinò e quando gli fu vicino lei abbassò la sua testa, e si acquattò, la giovane Lupa lo aveva accettato.
I due lupi rimasero a lungo l'uno accanto all'altro mentre il sole lentamente si levava alto nel cielo, poi il maschio emise un ululato e guardò la sua nuova compagna, lei abbassò le orecchie e rispose con un ululato breve. Lui le aveva chiesto di seguirlo e lei aveva risposto.
Mentre tornavano verso il branco attorno a loro la pianura sembrava piu verde, piu profumata, piu viva, gli occhi obliqui dei due lupi molte volte scorsero delle facili prede ma sentivano solo il bisogno di rimanere vicini, il cibo poteva attendere.
Quando raggiunsero il branco il Lupo emise un ululato lungo e imperioso spingendo con il muso la sua compagna avanti in modo che tutti gli altri lupi potessero vederla, il branco capì che adesso avevano una femmina Alfa, e che gli dovevano ubbidienza, quel lungo ululato era per il capo il solo modo per dire che aveva trovato la sua compagna.
Una nuova Lupa che sicuramente gli avrebbe dato quel Lupicino che da sempre aveva voluto e che nessuna le aveva dato, presto avrebbe avuto un erede, presto suo figlio avrebbe comandato il branco e lui si sarebbe fatto da parte volentieri, questo dice la legge dei lupi, la legge del branco, lui sapeva
tutto questo, ma non sarebbe stato un altro giovane lupo a scacciarlo, lui avrebbe ceduto il comando al suo erede, a suo figlio.
Ma un giorno durante l'inseguimento di un grosso Alce accadde qualcosa che cambiò la vita del Lupo e del suo branco.
La preda inseguita si ritrovò stretta tra una parete rocciosa e i lupi, poteva solo combattere, e così fece, abbassò la grossa testa ornata da formidabili corna e caricò il branco.
Lui fece in tempo a scansare l'assalto ma vide perfettamente la sua compagna raccolta dalle corna a pala dell'Alce e scagliata lontano.
Voleva correre da lei, ma era il capobranco, e il branco era piu importante di tutto.
La lotta fu lunga e cruenta ma alla fine il Lupo affondo le sue zanne nella gola dell'Alce che nonostante tutto adesso che il branco si era aperto cercava scampo nella fuga, ma il predatore non lasciò la sua presa fino a quando l'animale indebolito dalla copiosa perdita di sangue non venne
raggiunto e finito dal resto del gruppo.
Toccava a lui mangiare per primo, ma per la prima volta nella sua vita il Lupo rifiutò questo privilegio, per lui era piu importante la sua compagna.
Quando la raggiunse, lei respirava ancora ma già la morte stava stendendo un pietoso velo sui suoi occhi.
Stette a accanto alla sua amata a lungo, poi lanciò uno struggente ululato, abbandonò il branco e sparì nella luce incerta del tramonto.
Da quella sera per molto tempo fu un lupo solitario.
Adesso dopo tanti anni, era li come ogni notte, era su quella rupe da dove un giorno il sole che sorgeva gli aveva portato la sua amata compagna che troppo presto lo aveva lasciato
Ancora una volta girò il capo da un punto all'altro della buia valle ed ad un tratto si irrigidì, aveva visto muoversi qualcosa.
Si avvicinò all’orlo dell'abisso e scrutò nel buio, non poteva sbagliarsi, quella era la sua lupa che correva verso di lui.
IL cuore del Lupo batteva forte adesso, doveva correre da lei, guardò il cielo buio, e guardò la nera e buia valle sotto di lui, poi emise un ululato forse d'amore e saltò nel vuoto.