Honey L'aria notturna di Camelot era fresca e, al contrario di quello che ci si sarebbe aspettati stando all'interno si una città fortificata, profumava di natura. Honey chiuse gli occhi, lasciandosi cullare dal profumo di alberi e umidità che una leggera brezza estiva aveva portato alla finestra su cui lei era comodamente seduta, con la gamba sinistra piegata e il piede poggiato sul davanziog il gale da la gamba destra invece dondolava pigramente nel vuoto che separava la finestra dalla cittadella. Se Sarah l'avesse vista con ogni probabilità si sarebbe fatta venire un infarto, ma per sua fortuna l'altra se ne stava beatamente addormentata tra le lenzuola fresche di bucato. La sorella era troppo apprensiva nei suoi confronti. Quella mattina, dopo la sua passeggiata sotto la pioggia, l'aveva riempita di domande perché le dicesse cosa non andava, e alla fine l'aveva anche rimproverata per averla fatta spaventare. Non che Honey non apprezzasse quel modo che aveva Sarah per dimostrarle af
