La linea morbida con i migranti, le stranezze sui viaggi istituzionali in Africa, la comunicazione “amica” di giornalisti e giornali vicini all’opposizione. Luci e ombre del ministro dell’Interno che piace alla gente ma è atteso al varco La politica ci ha abituato ai cambi di idee e di casacche. Il trasformismo – da Depretis ai politici di oggi che fanno pit-stop nel gruppo Misto in attesa di collocazione – è linfa di una politica che non vuole arrendersi al cambiamento. Risoluta a mantenere in piedi vecchi sistemi, logiche stantie e solite facce. Per questi aspetti e per i propositi di sovvertire un sistema fallimentare e dannoso per gli italiani, il governo si è auto-proclamato presidio di “cambiamento”. Un proposito che ha mantenuto in fase di insediamento, chiudendo la porta ai lustratori di scarpe dell’Ue. Cottarelli è uscito dalla finestra per rientrare dalla porta degli studi di Che tempo che fa. Il passaggio sembra aver giovato al benessere economico del Paese ma non a quello