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Il “Sistema ragnatele” e i benefici per l’economia

Reddito di cittadinanza, Quota 100 e Flat tax: misure buone per un Paese che cresce ma che presentano dei limiti. “Ecco come una nuova idea di partecipazione statale può consentire allo Stato di fare davvero cassa” Immagine tratta dal sito Investire Oggi. Immaginate la struttura di una ragnatela: da un centro piccolo si diramano infiniti fili: tutti insieme reggono una sistema complesso che rende solo quando è unito e integro. L’economia non è diversa. Piccole e medie imprese danno respiro tanto quanto le grandi e sono in grado, insieme, a contribuire alla crescita del Paese. Eppure nella Manovra che presto completerà il suo iter parlamentare non c’è un’idea chiara di sviluppo in termini di ritorno economico per il governo e per le stesse imprese. Queste ultime, infatti, potrebbero contribuire in maniera concreta al rilancio del territorio anziché fare da comparse. Vediamo punto per punto alcuni degli aspetti principali della Legge di Bilancio, e come potrebbero essere rivisti in manie
Reddito di cittadinanza, Quota 100 e Flat tax: misure buone per un Paese che cresce ma che presentano dei limiti. “Ecco come una nuova idea di partecipazione statale può consentire allo Stato di fare davvero cassa”

Immagine tratta dal sito Investire Oggi. Immaginate la struttura di una ragnatela: da un centro piccolo si diramano infiniti fili: tutti insieme reggono una sistema complesso che rende solo quando è unito e integro. L’economia non è diversa. Piccole e medie imprese danno respiro tanto quanto le grandi e sono in grado, insieme, a contribuire alla crescita del Paese. Eppure nella Manovra che presto completerà il suo iter parlamentare non c’è un’idea chiara di sviluppo in termini di ritorno economico per il governo e per le stesse imprese. Queste ultime, infatti, potrebbero contribuire in maniera concreta al rilancio del territorio anziché fare da comparse. Vediamo punto per punto alcuni degli aspetti principali della Legge di Bilancio, e come potrebbero essere rivisti in maniera più utile.

Reddito di cittadinanza. E’ una misura che darebbe ossigeno a un’economia già avviata. Peccato che l’Italia sconti attualmente una crisi grave e preparata per cui spendere milioni non è cosa immediata. Il quadro di interventi voluto dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, se da un lato garantirebbe un piccolo capitale a breve termine a chi ne usufruirà, dall’altro non farà che asciugare  le casse dello Stato, a fronte di nessun ricavo.

Quota 100. Anche qui ci sono dei limiti. Il governo mette in conto che 600mila posti di lavoro verranno liberati dai prepensionamenti, ma è davvero realistico pensare che una cifra così elevata vorrà usufruire di questa possibilità? Inoltre lo spostamento andrà a gravare su un’Inps che è già a secco, e che con buone possibilità non sarà in grado di garantire nei tempi utili il pagamento delle pensioni. Anche le nuove assunzioni, inoltre, avranno bisogno di essere regolate con criteri diversi dal passato (fine dei voucher che incentivano il lavoro nero), per garantire una vera crescita.

Flat tax. Un’aliquota “personalizzata” in base al reddito può alleggerire le piccole imprese e chi ha reddito basso o medio-basso. Un circolo che comporterebbe una certa ripresa, in quanto il risparmio potrebbe far incrementare le attività lavorative. Però quale il ritorno per le casse dello Stato? Quasi nessuno. Il governo, in altre parole, sta rinunciando a un sistema semplice e leggero che potrebbe, da solo, alzare in un sol colpo l’economia italiana e quella di Paesi vicini con cui agevolare partnership interessanti. La Grecia che viene spesso dimenticata, infatti, potrebbe essere un valido alleato economico. La risalita dei due Stato affossati dall’Europa, avverrebbe di pari passo, magari con un nuovo sistema monetario e così staccandosi dalle vecchie logiche. Ma come?

Rieccoci alla ragnatela da cui siamo partiti. Nelle maglie ci sono tutte le attività commerciali, nessuna esclusa. Il sistema è quello della partecipazione statale che tutti conosciamo, ma ampliato. Il fallimento delle partecipazioni in settori chiave parla da solo: una volta che una grossa azienda collassa, si tratta di trasporti o materie prime, si porta dietro un pezzo di Stato. Lo stesso discorso non varrebbe con tante piccole partecipazioni. Tolta una, rimane un intero sistema di crescita. I soldi, per chiosare una legge economica nota, portano soldi.

Un’idea buona sarebbe invece investire in tante piccole attività commerciali. Le possibilità di lavoro aumenterebbero, i guadagni dello Stato anche. Mettiamo il caso di un negozio nella cui gestione il governo concorrerebbe con il 20 per cento. La quota maggioritaria dell’80 per cento sarebbe del gestore, che dalla partecipazione potrebbe poi ricavare l’agevolazione di corrispondere una tassa unica oscillante dal 18 al 20 per cento (tre scaglioni). La cifra tiene conto della pressione fiscale attuale, dell’Iva e dell’aliquota Irpef per come concepita nella Flat Tax. Alla fine di un lasso di tempo stabilito (per esempio cinque anni), il piccolo o medio imprenditore potrebbe acquistare le quote fino a quel tempo gestite dallo Stato.

A quel punto, un aumento della tassa unica di un punto percentuale costituirebbe un ritorno ulteriore per lo Stato, e non graverebbe più di tanto sul commerciante. L’azienda cresciuta, inoltre, potrebbe aiutare con lo stesso sistema imprese più piccole, prevedendo anche in questo caso quote azionarie possedute dall’ investitore (10 per cento), dalla startup (80 per cento) e dallo stesso Stato (10 per cento).