Il caso della neonata morta all'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, in Calabria. Trasportata da un presidio all'altro, i soccorsi prestati si sono rivelati inutili. I genitori: "Colpa del vaccino" La cronaca non è una favola e dietro i protagonisti ci sono, tristemente, persone. Non numeri o casi scientifici. Lo ricordiamo a noi stessi mentre scriviamo e sono trascorsi due giorni dal decesso della piccola di due mesi di San Pietro di Caridà morta all'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro. La neonata, trasportata in prima istanza all'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, è stata poi trasferita al presidio catanzarese. Chilometri interminabili la separavano, in quel momento, dalle cure che non è stato possibile offrirle in maniera tempestiva. Una storia amara che racconta almeno due cose. La prima è di un commissariamento della sanità calabrese senza forza e senza sostanza. Che senso ha delegare per sanare se poi, nei fatti, tra i reparti allo stremo si continua a morire come vitti