Gli eventi atmosferici anomali devastano le colture nostrane, ma dopo la sostituzione etnica è pronta anche quella alimentare. Al collasso la produzione di olio extra-vergine, mentre sul mercato olivicolo si afferma il Marocco L’agricoltura del domani sarà africana. Per molti è un’auspicio, per altri, come gli agricoltori e i produttori italiani, un dramma. Lo testimoniano i recenti report di Coldiretti e di Campagna amica. I primi fotografano una situazione a dir poco disastrosa, causata dagli eventi atmosferici anomali ma anche dalle politiche scriteriate che tendono a preferire l’importazione a tutti i costi. La seconda è il tentativo di incidere su tale quadro con l’agricoltura di prossimità, quella che agevola il commercio a chilometro zero dei produttori locali. Quelli che, per esempio, per quest’anno sui fagiolini non ci hanno guadagnato, ma perso. A “mamma Europa” importa poco, perché per il rimpiazzo agri-global c’erano pronti i fagiolini africani. Dopo la sostituzione etnic